INNAMORAMENTO E AMORE

Negli anni, il modo in cui una coppia coniugale va a formarsi ha assunto varie funzioni. Prima dell’epoca moderna la coppia veniva a crearsi per via di modalità che portavano  ad alleanze tra le due famiglie di origine; in seguito, con l’avvio dell’industrializzazione, il legame di coppia assume le caratteristiche di una sorta di impresa privata; ad oggi, invece, la relazione di coppia diventa un modo per acquisire un certo tipo di realizzazione personale e affettiva. La famiglia in questo ultimo caso diventa il luogo degli affetti e dei processi di socializzazione primaria e secondaria (Parsons, 1974). La coppia, in questo contesto, diviene funzionale alla propria felicità e realizzazione personale.

La motivazione che porta oggi due persone a sposarsi è l’amore romantico. Fin da adolescenti, gli individui socializzano, si innamorano e fanno in modo che le loro vite siano guidate da questo sentimento nella scelta del proprio compagno/a (Goode, 1959).

Il fidanzamento diventa un patto fiduciario tra due individui che si scelgono senza la presenza di testimoni. L’amore romantico presuppone un modello di relazione di coppia basato sulla parità, reciprocità e comporta un alto livello di intimità. Ognuno dei partner ha fiducia nell’altro: aprendosi al proprio partner ci si aspetta di ricevere risposte empatiche, vicinanza e comprensione. L’intimità richiede ai coniugi una condivisione a livello sessuale, intellettuale, valoriale e ricreativo (Togliatti, 2000).

L’attuate coppia è sbilanciata sul polo affettivo piuttosto che etico (nella coniugalità premoderna prevaleva il pensiero etico). Vi è una ridefinizione delle priorità che portano ad un’idealizzazione del rapporto di coppia come spazio dove poter esprimere e trovare risposta ai propri bisogni. La coppia viene così caricata di enormi aspettative che non possono che causare profonde frustrazioni e delusioni: non a caso negli ultimi 50 anni sono aumentate notevolmente le separazioni e i divorzi. Il diffondersi delle convivenze e delle unioni di fatto è un tentativo di far fronte, tramite una riduzione dell’impegno esplicito e istituzionale, al timore del divorzio (Togliatti, 2000).

L’italia, tuttavia, rappresenta uno degli ultimi paesi ad avere questa esplicita tendenza al divorzio. Nel 1981, solo il 13% degli uomini 35enni italiani era celibe e il 14% delle donne 30enni era nubile. Nel 2001, le persone mai coniugate sono il 32% dei 35enni e il 38% delle donne 30enni. Vi è dunque un calo della propensione a sposarsi e una tendenza a rimandare il matrimonio. Sono in aumento le convivenze more uxorio. Nelle convivenze i partner godono reciprocamente di una maggiore autonomia e libertà a livello economico, nella gestione del tempo e in relazione alla vita sociale. Ad ogni modo, il matrimonio rimane tuttavia, per i giovani, un ideale altamente desiderabile (Gambini, 2004).

Quello che non sappiamo è che noi individui siamo portati a formare coppie in continuità con le esperienze vissute con i nostri genitori, soprattutto nel soddisfare quei bisogni profondi a cui non hanno risposto i nostri genitori (Togliatti, 2000).

La scelta inconsapevole del partner fa parte dell’innamoramento e si fonda sull’idealizzazione di sè e dell’altro. Ciascun partner propone all’altro un’immagine ideale di sè che avrà tanta più presa sull’altro quanto più capace di rispondere ai vecchi bisogni rimasti irrisolti nella prima infanzia. Nell’innamoramento la coppia realizza il suo primo contatto o “patto segreto”: su base inconscia e narcisistica. L’innamoramento costituisce oggi l’atto fondativo della coppia per la sua capacità di offrire alla stessa fiducia e speranza. Allo stesso modo perde nel tempo la sua intensità.

E’ la quotidianità a velare l’illusione sottesa alla parte sommersa del primo contatto, a mettere in evidenza i limiti della relazione di coppia, i propri e quelli del partner. All’illusione fa seguito la disillusione. L’altro non è poi così perfetto come sembrava. Subentra la noia, la pesantezza, le tensioni e la fatica del rapporto. Questa fase critica può rappresentare la fine di un rapporto, ma anche un salto qualitativo per far maturare la coppia affinchè l’altro sia accettato come individuo autonomo, separato e non in funzione di sè e dei propri bisogni.

La disillusione permette il passaggio dall’innamoramento all’amore, al poter dire “ti scelgo come sei, non per quello che vorrei che tu fossi”. Con la fine dell’illusione la coppia può rinegoziare l’accordo iniziale attraverso un secondo contratto funzionale o patto dichiarato. Si approfondisce la reciproca conoscenza, si rivedono le regole della propria relazione, dell’immagine di sè e le proprie aspettative profonde.

Le coppie disfunzionali non riescono ad affrontare le crisi, fermandosi alla prima forma di contratto.

Il patto dichiarato ha una natura intenzionale: è coscientemente assunto e interiorizzato da un punto di vista cognitivo ed affettivo. I partner si dedicano alla cura del legame.

Il matrimonio rappresenta l’atto esplicito di questo fatto fiduciario in cui i  coniugi esprimono il loro impegno di fronte alla comunità ricevendo il loro riconoscimento. E’ un importante incentivo alla realizzazione degli impegni celebrati nel rito: la condivisione e la collaborazione verso la realizzazione di un progetto comune che perduri nel tempo.

 

 

8 pensieri su “INNAMORAMENTO E AMORE

  1. Si, mi e’ piaciuto questo articolo, nella mia vita tanti innamoramenti/cotte, ma l’amore mai. Solo negli ultimi anni ho cominciato a dialogare con me stessa per capirmi …Grazie

  2. Questo articolo mi ha aiutato a capire molto bene il meccanismo che si crea in un rapporto dì coppia in un periodo per me abbastanza travagliato. Grazie.

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