unioni civili

TUTTA L’EUROPA UNITA PER I DIRITTI CIVILI IN ITALIA: SI ALLA LEGGE CIRINNA’!

Dopo 30 anni il Parlamento Italiano viene messo alle strette da tutta l’Europa e, come il resto dell’intero continente, è bene che consenta e riconosca le unioni tra coppie aventi lo stesso sesso, unioni civili che riconoscano l’amore senza nessuna distinzione e stereotipia di genere e sesso.

ROMA- In italia la condizione è molto critica e, come al solito, siamo sempre gli ultimi a muoverci, siamo sempre gli ultimi a riflettere, siamo sempre gli ultimi a professare la “fede dell’amore”. In Italia, le coppie dello stesso sesso sono state, sino ad ora, invisibili. Esse non potevano ereditare pensioni, non potevano condividere benefici finanziari dello Stato; esse non sono riconosciute dalla legge come coppie e, di conseguenza, non hanno potuto giovare di tutte quelle che sono le agevolazioni fiscali. La cosa più triste di tutte è che su di esse è stato adagiato un ingiusto “mantello dell’invisibilità”, anche per tutte le questioni sanitarie; infatti, non riescono nemmeno a visitare il proprio partner (o la propria partner) nel momento in cui quest’ultimo/a venga ricoverato/a in un reparto di terapia intensiva, o nel momento di morte, indipendentemente dal tempo che hanno passato assieme o dal fatto che siano stati sposati in un altro paese europeo o non europeo.

Ma tutto questo sta per cambiare! Si spera stia per cambiare.

L’Italia è l’ultima importante nazione europea avente una complessa cecità riguardo la questione del riconoscimento legale e di tutela delle coppie dello stesso sesso. Lo scorso giugno, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che l’Italia era in una situazione di “violazione dei diritti umani” proprio perché non aveva offerto alcuna opzione che permettesse a partner dello stesso sesso di essere tutelati. Mancavano e mancano tutti i diritti fondamentali alla vita di queste persone.

Il 28 Gennaio, il Senato italiano inizierà a discutere della famosa Legge Cirinnà, legge proposta da Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico di centro-sinistra del Primo Ministro Matteo Renzi che ha introdotto ufficialmente il progetto di legge lo scorso Ottobre.

Matteo Renzi negli scorsi giorni ha esplicato l’urgenza di affrontare il riconoscimento delle unioni civili, affermando che il tutto rappresenta una priorità della sua premiership e giurando di far diventare un disegno di legge una vera e propria legge.  Il disegno di legge, prevede il permesso delle coppie omosessuali ad avere i diritti e riconoscimenti, eguali a quelli di tutte le coppie eterosessuali. Queste unioni rappresentano una sorta di “formazione sociale” o collaborazione per tutta la vita che non sia vincolata da un certificato di matrimonio. Proprio in riferimento a questo la Francia ha fatto il suo  PACS (Patto di solidarietà civile) che vale più di 15 anni. L’ex primo ministro italiano Romano Prodi tentò invano di presentare una proposta di legge nel 2007, ma il tutto non ebbe proseguo.

Uno dei motivi che ha influito sulle tempistiche per l’ottenimento di un tale disegno di legge e per il relativo voto è stato dato dalla necessità di determinare cosa esattamente fossero le unioni civili dello stesso sesso al fine di evitare qualsiasi connotazione matrimoniale. Nel frattempo, molti oppositori hanno minacciato di virare su migliaia di emendamenti. La Destra e il Centro Destra hanno continuato ad ostacolare l’amore delle persone, ritardando il progresso del disegno di legge. E’ come se vi sia un’inconscia tendenza alla guerra, alla lotta, alla coalizione, all’individualismo quando in realtà la nostra società ha bisogno di amore, collaborazione, presenza, diritti e fedeltà.

Il disegno di legge è stato rivisto da Cirinnà  e ora ci sono diversi punti di contesa da entrambi le parti, tra cui la questione inerente all’articolo 5 riguardo le “stepchild adoption”. Cosa sono? Le stepchild adoption prevedono la possibilità che un figlio nato da una precedente relazione eterosessuale possa essere adottato dal nuovo partner dello stesso sesso. Si stima che 10.000 bambini in Italia hanno almeno un genitore omosessuale, secondo uno studio condotto dall’Associazione Arcigay LGBT nel 2005.  A questo proposito ci preme citare un importante studio di Psicologia della Famiglia che afferma che tra i nuclei con genitori omosessuali e quelli con genitori eterosessuali non ci sono differenze sostanziali riguardo alla qualità delle abilità genitoriali e delle relazioni familiari e al benessere di genitori e figli. I bambini allevati da genitori omosessuali hanno avuto uno sviluppo psicosociale ed un orientamento sessuale nella norma; mentre le madri omosessuali mostrano spesso un maggiore coinvolgimento e una qualità più elevata di interazione con i loro figli. Esiste moltissima evidenza scientifica per considerare l’orientamento sessuale dei genitori poco rilevante nei confronti del benessere, dell’orientamento sessuale e dello sviluppo psicosociale del bambino. Le qualità parentali in grado di incidere positivamente sul benessere e sullo sviluppo del bambino sono un accudimento sensibile e responsivo ed uno stile genitoriale autorevole; l’omosessualità di per sé non sembra precludere il possesso e l’esercizio di tali abilità. Ben diverso è il caso in cui l’omosessualità, cosi come l’eterosessualità, siano associate ad altre condizioni problematiche, in particolar modo lo svantaggio economico (Greco & Maniglio, 2009).

Attendiamo il verdetto. Condividete questo articolo, condividete il pensiero dell’amore in modo che il nostro/vostro grido per i diritti possa essere ascoltato e preso in considerazione. Ogni piccolo nostro gesto, se fatto con amore, può migliorare la comunità in cui viviamo.

Parti dell’articolo sono state prese e tradotte da: www.thedailybeast.com

Photo: presa dal web

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