Il bambino è un organo di senso. Ecco cosa afferma Rudolf Steiner

“Quello che voi dite o insegnate al bambino non lascia alcuna impressione. Ma come voi siete, se siete buoni e anche questa bontà traspare dai vostri gesti, in breve tutto quello che fate davanti al bambino continua ad agire in lui. Questo è l’essenziale. Il bambino è in tutto un organo di senso e reagisce a tutto quello che le persone che lo circondano suscitano in lui e che lascia in lui un’impressione. La cosa fondamentale è di non credere che il bambino possa imparare (mediante l’intelletto) che cosa è bene e che cosa è male… ma di sapere: tutto quello che viene compiuto in presenza del bambino, nell’organismo infantile si trasforma in spirito, anima e corpo. La salute di tutta la vita e anche le inclinazioni che un bambino potrà sviluppare, dipendono dal modo in cui la gente che gli è vicina si comporta in sua presenza”.

Fu cosi che si espresse Rudolf Steiner in una conferenza del 1924 parlando ai suoi uditori circa l’immagine che egli aveva del bambino.

Dal punto di vista antroposofico lo sviluppo organico e l’acquisizione di qualità interiori umane sono considerati come due aspetti della stessa cosa. L’anima umana crea uno strumento corporeo in armonia con le condizioni che trova nel suo ambiente di vita.

Il concetto di “ambiente” trova espressione nelle seguenti parole di Steiner:

“L’ambiente va considerato nel senso più ampio e ne fa parte tutto quanto avviene intorno al bambino, tutto ciò che i suoi sensi possono percepire, e che, a partire dallo spazio fisico, può avere un influsso sulle sue forze spirituali. Ne fanno parte anche tutte le azioni, morali o immorali, sensate o sciocche, che egli può veder compiere”.

Per “ambiente”, dunque, si intende tutto ciò che circonda il bambino: natura, cultura e le attività interiori ed esteriori degli esseri umani che lo circondano.

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l bambino sin dalla nascita è aperto alle impressioni dell’ambiente circostante: egli è pervaso dai sensi che lavorano direttamente sul suo organismo. Nel contempo in cui le impressioni dei sensi agiscono sullo sviluppo del suo stesso corpo e delle sue funzioni, si verifica l’acquisizione delle qualità genuinamente umane che il bambino presto padroneggerà: il camminare eretto, il parlare e le capacità cognitive. Le impressioni dei sensi, dunque, danno forma alla struttura corporea del bambino e lentamente mettono il corpo in grado di diventare uno strumento per la persona conscia e attiva.

Quello che sembra essere soltanto un calciare intorno e balbettare, è in realtà la reazione di ciò che il bambino assorbe attraverso i sensi: il bambino si sta sviluppando. Questa attività individuale è il primo modo in cui il bambino permette all’ambiente di influenzarlo.

Rudolf Steiner sostiene che nel primo periodo della vita, dalla nascita alla seconda dentizione, corpo, anima e spirito sono ancora un’unità, pertanto, è tutto il corpo del bambino che agisce come organo di senso, come riflesso di quello che accade nell’ambiente che lo circonda. Dunque, ogni stimolo che viene esercitato dall’ambiente si propaga nel fisico del bambino; ogni emozione dell’anima passa nella circolazione, nel respiro e nella digestione.

Alla luce di queste riflessioni, nell’educazione antroposofica ciò che conta maggiormente, nei primi sette anni di vita del bambino, non è la preparazione culturale del maestro quanto piuttosto le impressioni che questi trasmette al discente; soltanto in secondo luogo importa che egli si sia erudito.

“Come prima della nascita la natura provvede all’ambiente adatto per il corpo fisico dell’essere umano così, dopo la nascita è l’educatore che deve preoccuparsi di fornirgli il giusto ambiente fisico. Il bambino imita ciò che si svolge in quest’ambiente e, così facendo, i suoi organi fisici assumono le forme che permarranno”.

Steiner sostiene che per il bambino piccolo, fino alla seconda dentizione, quello che è più importante nell’educazione è l’uomo. Dalla seconda dentizione alla pubertà è l’uomo che si trasforma in vivente artisticità di vita. Soltanto a quattordici, quindici anni, affinché l’insegnamento sia educativo e l’educazione sia istruttiva, diventa importante il sapere che l’insegnante può trasmettere ai suoi allievi; questo dura fino al ventesimo, ventunesimo anno, quando il ragazzo è completamente cresciuto.

E’ doveroso, a questo punto, accennare alla Dottrina dei dodici sensi che Steiner presentò nel 1910, suddividendo i sensi in:

I sensi inferiori o sensi della corporeità (sensi della volontà): Senso della vita; Senso del movimento; Senso dell’equilibrio; Senso del tatto (senso della cute).
I sensi mediani o sensi del mondo esterno (sensi del sentimento): Senso del calore; Senso del gusto; Senso dell’odorato;Senso della vista.
I sensi superiori o sensi della conoscenza: Senso dell’udito; Senso della parola o del linguaggio; Senso del pensiero o dei concetti; Senso dell’Io.

I sensi mediani sono quelli che consentono le percezioni sul mondo, quindi diretti verso l’esterno.
Tra i sensi inferiori, diretti verso l’interno dell’organismo, alla classificazione classica egli aggiunse il senso della vita, cioè la percezione elementare ancorata profondamente nell’inconscio, che si traduce nella sensazione della vita di carattere positivo o negativo.
L’uomo sveglio non è cosciente durante la vita quotidiana del suo senso della vita. Tuttavia i disturbi o i cambiamenti raggiungono la coscienza quando ad esempio noi “non ci sentiamo bene” o “non siamo a nostro agio” in una situazione.
I sensi superiori, di cui, fatta eccezione del senso dell’udito, non trovano posto nella fisiologia classica, sono quelli che aprono l’accesso alla comunità umana e possono essere chiamati anche sensi sociali.

Il bambino piccolo edifica la sua esperienza prevalentemente attraverso i sensi inferiori. Da ciò si evince quanto sia importante curarsi di essi, affinché, si sviluppino delle mature capacità sociali nella vita adulta. L’esperienza inconscia fatta attraverso i sensi inferiori, infatti, si trasformerà nel tempo e si rifletterà successivamente sulla qualità dei sensi superiori, quelli sociali.

Valeria Montuori-Fonte

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