Applicazione della Musicoterapia su pazienti chirurgici

Una nuova pubblicazione, riferita al numero di Settembre 2016 della ARON Journal, fornisce informazioni interessanti riguardo l’attuazione di un programma musicoterapico con i pazienti chirurgici.

La pubblicazione vede protagonisti due musicoterapeuti e un infermiere anestesista presso l’Università degli Ospedali del Seidman Cancer Center. Tutto quello che viene riportato si rifà allo svolgimento di uno studio randomizzato, durato due anni, che vede l’applicazione di musica suonata dal vivo e musica registrata. Il campione di riferimento è composto da 207 donne con diagnosi di cancro al seno e in trattamento.

I ricercatori hanno collaborato per introdurre pratiche musicoterapiche nel momento in cui queste ultime venivano  sottoposte ad interventi di chirurgia. Lo studio ha previsto un gruppo di controllo (senza musica), un gruppo a cui veniva somministrata della musica dal vivo ed un gruppo a cui veniva somministrata della musica registrata.

E’ stata cosi ritrovata una netta riduzione dell’ansia pre-operatoria nelle partecipanti che avevano assistito a sessioni di musica dal vivo e musica registrata rispetto al gruppo di controllo. “Durante il nostro studio durato due anni, abbiamo ottenuto informazioni sui potenziali benefici e metodi per agevolare un programma di musicoterapia chirurgica”, afferma Jaclyn Bradley Palmer.

“Inoltre, abbiamo appreso approcci per integrare il nostro programma con quello dei membri del personale infermieristico pre-operatorio”. Palmer afferma che un musicoterapeuta può essere estremamente utile in ambito chirurgico, e la musicoterapia può essere un mezzo per migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti, in collaborazione con gli infermieri perioperatori.

“In qualità di membro del personale di chirurgia interdisciplinare, il musicoterapeuta può aiutare gli infermieri a raggiungere gli obiettivi correlati al paziente. Obietti come la riduzione dell’ansia, del dolore, l’efficacia delle istruzioni e la soddisfazione”.

Parlmer afferma, infatti, non dovremmo interrompere le ricerche in modo da continuare a studiare se i programmi di musicoterapia siano realmente efficaci anche con i pazienti chirurgici.

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