L’estrema disuguaglianza economica nella società italiana. Effetti psicologici.

A parlare è Richard Wilkinson, un epidemiologo. Egli si occupa degli effetti delle disuguaglianze in tutte le società di tutto il mondo. Wilkinson mostra che l’elevata disuguaglianza economica in un paese porti a maggiori tassi di criminalità, a maggiori disorganizzazioni nella salute mentale e ad altri gravi danni che sarebbe poco fruttuoso sottovalutare. Tutta questa conoscenza dovrebbe essere usata per rinvigorire l’egualitarismo e riformare tutto.

Wilkinson afferma: ” riconoscete tutti la verità di quello che sto per dire, credo che l’intuizione, la disparità, crei divisione e sia facilmente corrosiva. Tutto questo avveniva già dalla Rivoluzione Francese. Quello che è cambiato è che ora possiamo costatare la veridicità, possiamo confrontare la società, società più o meno uguali e vedere cosa produce la disparità. Guardate che banda di miserabili che siamo”.

Richard inizia con un paradosso, mostrando l’aspettativa di vita rispetto al reddito nazionale lordo e mostrando il grado medio di ricchezza di una nazione. Per esempio, paesi come la Norvegia, gli Stati Uniti sono due volte più ricchi di Israele, Italia, Grecia e Portogallo, ma non c’è differenza nell’aspettativa di vita. niente suggerisce che vi sia una relazione. Ma se si guarda dall’interno le nostri società, vi sono degli enormi gradienti sociali nella salute.

C’è molto differenza sociale ed economica all’interno del territorio italiano, c’è molta differenza tra i più poveri e tutti gli altri. Anche coloro che sono appena al di sotto del livello massimo hanno una salute peggiore rispetto a chi sta in cima. Significa che il reddito sia una cosa molto importante all’interno della nostra società e non tra società di diversi paesi. La spiegazione a questo paradosso è che all’interno delle nostra società guardiamo al reddito relativo, alla posizione sociale; ci valutiamo in relazione agli altri e in base alle differenza tra di noi. Non appena ci si prova a farsene un’idea bisognerebbe immediatamente chiedersi : cosa succederebbe se aumentassimo le differenze o le riducessimo? Cosa accadrebbe se rendessimo la differenza tra i redditi minore o maggiore?

Queste parole non si rifanno a dati ipotetici ma a dati delle Nazioni Unite, a dati della Banca mondiale. Quanto i redditi della fascia ricca (il 20% della popolazione) differiscano da quelli meno ricchi? Confrontando lo Stato Italiano con altre nazioni come il Regno Unito, gli USA, Singapore etc etc si nota il netto tasso di disuguaglianza. Ma tutto questo come influisce sulla nostra società? I dati raccolti su problemi con gradienti sociali rimandano infatti ad un’aspettativa di vita minore, ad un andamento scolastico peggiore, a tassi di mortalità infantile ed omicidi in netto aumento, ad un tasso di natalità minore, ad un grado di sfiducia tra la popolazione maggiore, ad obesità incrementata, ad un aumento  delle patologie psicosomatiche e dei disturbi mentali, ad un maggiore dipendenza da alcool e droghe.

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