Come lo stress può influire sugli stati febbrili

La febbre psicogena è una condizione psicosomatica legata allo stress che si manifesta con una temperatura corporea elevata. E’ causata dall’esposizione ed eventi emotivi o stress cronico. Una nuova revisione presenta recenti risultati della ricerca e dell’esperienza clinica riguardanti questa problematica.

Il dottor Takakazu Oka dell’Università di Kyushu, laureato in medicina psisomatica, tratta i pazienti con febbri psicogene.

Secondo il Dottor Oka, non è stato ancora fatto uno studio epidemiologico sulle febbri psicogene. Pertanto, il numero di pazienti affetti effettivi non è noto. Tuttavia, sulla base dei rapporti di casi disponibili e della propria pratica clinica, il dottor Oka rileva che questa condizione è relativamente diffusa. Egli ha visto un elevato numero di pazienti, soprattutto tra gli studenti giapponesi a causa dello stress accademico. Oka spiega come lo stress possa influenzare la temperatura corporea, affermando che, molto spesso, questi pazienti hanno diagnosi mediche con cause sconosciute per i loro sintomi disabilitanti.

Questi pazienti inoltre si presentano dal medico non solo con i sintomi febbrili (come l’elevata temperatura corporea) ma anche con altri sintomi propri di patologie psicologiche di cui il paziente potrebbe soffrire. La temperatura corporea è solo uno dei sintomi indotti o esacerberati dallo stress. I pazienti chiedono il trattamento della febbre non solo per normalizzare la loro temperatura, ma anche per trovare una soluzione a tutti i sintomi in comorbidità.

Sono attualmente disponibili diverse opzioni di trattamento, ma in generale sono trattamenti simili a quelli di altre malattie correlate allo stress. I trattamenti psicologici anche per queste problematiche saranno in netto aumento in futuro. Ora afferma che gli stessi medici, che non credevano che la febbre potesse essere causata o correlata allo stress psicologico, adesso si rendono conto della presenza di collegamento neuroanatomico e fisiopatologico inerente la problematica.

Invece di usare il termine tradizionale di “Febbre psichica”, Oka propone di chiamare questa condizione “ipertermia funzionale”. L’uso della parola “funzionale” impedirebbe al stigmatizzazione di questi pazienti e, in un contesto clinico, connoterebbe sia la patologia correlata allo stress che il funzionamento del sistema nervoso autonomo che è importante da trasmettere nel trattamento della condizione.

 

 

 

 

 

 

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