L’abuso di bambini influisce sullo sviluppo del loro cervello

Per la prima volta i ricercatori hanno potuto constatare cambiamenti nelle strutture neurali in aree specifiche del cervello in persone che avevano subito gravi abusi da bambini. I ricercatori ritengono che questi cambiamenti possano contribuire all’emersione di disturbi depressivi e tendenze suicide.

Gli abusi indurrebbero il rischio di sviluppare malattie psicologiche come la depressione, nonché elevati livelli di impulsività, aggressività, ansia, abuso di sostanze stupefacenti e suicidio.

Per la funzione ottimale e l’organizzazione del cervello, i segnali elettrici utilizzati dai neuroni potrebbero avere bisogno di viaggiare a lunghe distanza in modo da comunicare con le cellule di altre regioni. Gli assoni più lunghi sono generalmente coperti da un rivestimento grasso chiamato mielina. Le guaine di mielina proteggono gli assoni e li aiutano a condurre segnali elettrici in modo più efficiente. La mielina si sviluppa progressivamente, soprattutto durante l’infanzia e continua a maturare sino l’età adulta.

Studi precedenti avevano mostrato anomalie significative nella materia bianca dei cervelli di persone abusate da piccole (la materia bianca è costituita principalmente da miliardi di fibre nervose milienizzate accatastate). Ma, poiché queste osservazioni sono state fatte osservando cervelli di persone viventi, è stato impossibile ottenere un quadro chiaro delle cellule di materia bianca e delle molecole che sono state colpite.

Per ottenere un quadro più chiaro dei cambiamenti microscopici che si verificano nel cervello di adulti abusati e, grazie alla disponibilità di campioni cerebrali della Banca Brain Douglas-Bell Canada, i ricercatori hanno potuto confrontare campioni cerebrali post-mortem in tre diversi gruppi di adulti: persone che avevano commesso un suicidio e che soffrivano di depressione (con gravi abusi subiti in infanzia, 27 persone); persone con depressione che avevano commesso suicidio ma che non avevano alcuna storia d’abuso da bambini (25 persone); persone che non avevano né malattie psichiatriche, né una storia d’abuso (26 persone).

La connettività neurale compromessa può influenzare la regolazione delle emozioni

I ricercatori hanno scoperto che lo spessore del rivestimento di mielina era ridotto SOLO nei cervelli di coloro che avevano subito abusi da bambini. Sono state anche trovate delle alterazioni molecolari sottese che interessano selettivamente le cellule responsabili della generazione e della manutenzione della mielina. Infine, hanno trovato incrementi nei diametri degli assoni. Questi cambiamenti possono alterare il collegamento funzionale tra la corteccia cingolata e le strutture subocorticali come l’amigdala e il nucleus accumbens (aree del cervello collegate rispettivamente alla regolazione emotiva e alla ricompensa e soddisfazione). E’ chiaro quindi che ne deriverebbe un’alterata elaborazione emozionale nelle persone che sono state abusate durante l’infanzia.

I ricercatori concludono che le avversità della vita precoce possono interrompere duramente una gamma di funzioni neurali nella corteccia cingolata anteriore. E questi risultati sono sufficienti per avere maggiori informazioni sull’impatto emotivo e sull’attaccamento che queste esperienze traumatiche potrebbero avere. Sono in progettazione nuove ricerche.

 

Journal Reference:

  1. Pierre-Eric Lutz, Arnaud Tanti, Alicja Gasecka, Sarah Barnett-Burns, John J. Kim, Yi Zhou, Gang G. Chen, Marina Wakid, Meghan Shaw, Daniel Almeida, Marc-Aurele Chay, Jennie Yang, Vanessa Larivière, Marie-Noël M’Boutchou, Léon C. van Kempen, Volodymyr Yerko, Josée Prud’homme, Maria Antonietta Davoli, Kathryn Vaillancourt, Jean-François Théroux, Alexandre Bramoullé, Tie-Yuan Zhang, Michael J. Meaney, Carl Ernst, Daniel Côté, Naguib Mechawar, Gustavo Turecki. Association of a History of Child Abuse With Impaired Myelination in the Anterior Cingulate Cortex: Convergent Epigenetic, Transcriptional, and Morphological Evidence. American Journal of Psychiatry, 2017; appi.ajp.2017.1 DOI: 10.1176/appi.ajp.2017.16111286

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *