Partenogenesi: le donne possono produrre spermatozoi

La partenogenesi è una forma di riproduzione asessuata in cui la crescita e lo sviluppo degli embrioni avvengono senza fertilizzazione. Negli animali, la partenogenesi significa lo sviluppo di un embrione da un ovulo non fecondato ed è un processo componente dell’apomissi.

E’ recente il fatto che scienziati abbiano creato cuccioli di topi da due altri topi femmine. Non sono stati coinvolti topi o spermatozoi maschili e la prole era tutta al femminile. Come è mai possibile? Anche gli esseri umani potrebbero avere questa opportunità? La partenogenesi, o nascita vergine, è definita come una riproduzione senza fecondazione. Si presenta naturalmente in alcune specie di piante ed insetti. Non si trova naturalmente nei mammiferi ma, attraverso l’assistenza di scienziati, è possibile che avvenga. Nell’Aprile del 2004, alcuni scienziati giapponesi hanno annunciato di aver creato il primo mammifero (topo) combinando il nucleo dell’ovulo di una donna con quello di un altra donna. La progenie femminile è sopravvissuta fino ad età adulta ed ora ha dei figli propri. Questa topina si chiama Kaguya.

Kaguya ha due mamme.
Questa è una grande scoperta scientifica nonostante il processo non sia stato ancora perfezionato. Ci sono voluti 460 tentativi di embrioni in crescita per portare avanti il tutto. Dei 10 topi sopravvissuti al parto lei è stata l’unica longeva.

Cosa significa partenogenesi per due persone dello stesso sesso che si amano?
Anche se due donne coniugate dello stesso sesso riescono ad avere figli attraverso l’inseminazione artificiale, non è ancora possibile per due donne mettere al mondo figli provenienti dal loro combinato patrimonio genetico. E’ però possibile che ciò possa diventare una realtà per il futuro? La procedura utilizzata dagli scienziati giapponesi è attualmente inaffidabile, poiché ci sono voluti 460 tentativi per concepire un topo. Non è ancora possibile per gli umani riprodursi attraverso la partenogenesi ma, esiste la possibilità che, con ulteriori studi, possa diventare un’opzione disponibile per le donne che cercano assistenza clinica alla fertilità. Recentemente, infatti, scienziati inglesi dell’ università di Newcastle Upon Tyne, avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi.

Alla scoperta dedica spazio il settimanale britannico New Scientist. Il professor Karim Nayernia, che guida l’ èquipe, sarebbe pronto a iniziare gli esperimenti entro i prossimi mesi, a patto, ovviamente, di avere le necessarie autorizzazioni, e si dice certo di potere produrre le prime cellule spermatiche femminili entro due anni.

Lo sperma maturo, capace di fertilizzare gli ovuli, richiederà invece almeno tre anni di esperimenti. Una sorta di «primo stadio» dello sperma da cellule midollari sarebbe già stato prodotto bombardando le staminali del midollo osseo di topi con vitamine e altri composti chimici.

Secondo gli scienziati la scoperta potrebbe rappresentare una tappa fondamentale nella lotta contro l’ infertilità. C’ è solo un piccolo particolare che va tenuto presente: i bambini nati in questo modo potrebbero essere esclusivamente di sesso femminile, perchè nella riproduzione non entrerebbe in gioco il cromosoma Y, che è patrimonio esclusivo dei maschi. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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